Trasferire denaro con un bonifico a un parente non è un’operazione da sottovalutare. Occorre conoscere alcune possibile conseguenze.
Si può pensare che trasferire del denaro a un parente, magari in caso di necessità, oppure semplicemente per fare un regalo sia un’operazione semplice e senza conseguenze. In effetti si tratta spesso di donazioni del tutto lecite. Eppure rimane un dubbio: il Fisco può intervenire per accertamenti?

Il conto corrente è uno degli strumenti bancari che vengono sottoposti a controlli dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto in caso di movimentazioni non giustificate che possono creare sospetti di redditi non dichiarati. Perciò occorre fare attenzione ai bonifici e in genere ai versamenti di denaro sul conto corrente. Resta il dubbio del denaro inviato ai parenti, cerchiamo di capire le conseguenze di questa operazione.
Bonifico a un familiare che cosa comporta?
Esiste un principio normativo secondo cui la presunzione di reddito si applica alle operazioni bancarie non coerenti con redditi dichiarati e già tassati dal Fisco o a donazione non lecite. Quindi questa è la motivazione di alcuni accertamenti fiscali che si ricevono.

D’altra parte i bonifici, e quindi le donazioni, tra familiari come fratelli, sorelle, genitori e altri parenti non comportano il pagamento dell’Imposta sulle persone fisiche (IRPEF). Importante che le somme siano giustificate sulla causale del bonifico proprio come donazione. In questo modo il Fisco non ha motivi particolari per avviare indagini ulteriori sul quel movimento di denaro.
Tanto più se la cifra donata o prestata in forma infruttifera, cioè senza interessi, è di entità modesta, cioè non incide in maniera determinante sul reddito e sul patrimonio della persona che effettua il dono (il donante). Importante per evitare spiacevoli equivoci scrivere la causale, come già detto. Invece se le donazioni diventano molto consistenti e interessano somme cospicue, le donazioni tra parenti comportano il pagamento delle imposte.
Si paga l’imposta di registro per l’atto notarile di donazioni di valore non modico rispetto al reddito del donante. E si paga l’imposta di donazione al superamento di specifiche franchigie con aliquote determinate dal rapporto di parentela tra donante e beneficiario. Le franchigie e le aliquote sono diverse, nel dettaglio del 4 per cento per il coniuge e i parenti in linea retta sul valore eccedente un milione di euro.
Abbiamo poi il 6 per cento per fratelli e sorelle per la parte eccedente i 100mila euro e infine il 6 per cento per tutti gli altri parenti fino al quarto grado (in linea retta) o al terzo (collaterali), senza alcuna franchigia.