Per quanto riguarda gli abusi edilizi, andiamo a vedere cosa prevede la legge italiana e quali sono le soluzioni per evitare la demolizione a disposizione.
Il tema dell’abusivismo in Italia, purtroppo, è ancora tristemente diffuso, dal momento che ci sono tantissime situazioni delicate che ereditiamo dal passato e se ne aggiungono sempre delle altre. Lo spauracchio, nell’immagino collettivo, è sempre rappresentato dalla demolizione, visto che sarebbe un danno enorme per la persona che si trova costretto a fare i conti con un provvedimento di questo tipo. In tal senso, la legge da questo punto di vista lascia poco spazio ad interpretazioni dal momento che deve essere sempre chiara, con dei confini ben delimitati.
Ovviamente, però, come è ovvio che sia in questi casi, ci sono delle strade da poter percorrere per evitare una demolizione nel momento in cui vengono ravvisati degli abusi edilizi. Dopo aver accertato che c’è stato un eventuale un abuso edilizio, il Comune procede ad emettere una ordinanza di demolizione ed il destinatario del provvedimento ha a disposizione sessanta giorni per andare ad impugnare l’ordinanza o presentare una richiesta di sanatoria. Andiamo a vedere, dunque, come liberarsi dal concreto rischio di una demolizione.
Per andare a bloccare un ordine di demolizione ed arrivare alla sanatoria degli abusi edilizi è rappresentato dalla cosiddetta fiscalizzazione. In questo caso si paga una sanzione che evita la distruzione della opera in questione. Questo avviene solo nel caso in cui sussiste una sorta di impossibilità oggettiva ed assoluta di andare a realizzare quella demolizione e non si può ripristinare lo stato dei luoghi coinvolti in questo discorso.
Un altro metodo per evitare la demolizione si ha nel momento in cui il provvedimento viene considerato eccessivo e non proporzionato rispetto al danno alla situazione urbanistica ed anche all’impegno di andare ad abbattere quel determinato edificio. Anche questa è una soluzione da tenere assolutamente in considerazione, ma che si può attivare solo a condizioni ben precise e dettagliate. C’è, però, come detto anche una terza via da tenere in considerazione ma è ancora di più rivolta ad un pubblico e ad una utenza ben precisa. Vediamo di che cosa si tratta.
Un ultimo modo per cui è possibile, secondo quanto previsto dalla legge, andare a bloccare un ordine di demolizione è la presenza in quella determinata casa dove si sono realizzati quegli abusi edilizi in casa di una persona disabile o un soggetto che non abbia a disposizione risorse economiche importanti o comunque sufficienti.
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