Ci sono casi in cui l’eredità finisce tutta allo Stato, scopriamo nel dettaglio le varie circostanze che causano questa eventualità.
Al momento della scomparsa di una persona si determinano le condizioni per l’apertura della successione. In questo modo i beni e proprietà del defunto si trasferiscono agli eredi. Questa fase per la sua delicatezza e importanza richiede una particolare attenzione alle norme che la presiedono.

Tutte le procedure infatti sono regolate da precise indicazioni del Codice Civile sia nel caso di presenza di testamento, con cui il de cuius dispone dei suoi beni, sia in mancanza di un testamento. In questo caso si parla di successione legittima con quote di eredità stabilite proprio dal Codice Civile. In un caso addirittura è prevista che tutti i beni del defunto vadano allo stato, scopriamo quando avviene.
Eredità senza testamento, cosa dice la legge
Quando il defunto non esprime le sue ultime volontà, come detto, interviene la legge per indicare quali sono le persone che ereditano i beni dello scomparso. Le norme privilegiano nella suddivisione dei beni quelle legate da vincoli di parentela più stretti con il defunto, definendo la cosiddetta successione legittima.
I parenti più vicini sono preferiti a quelli lontani, a partire dal coniuge e dai figli, considerando poi ascendenti e collaterali (fratelli e sorelle), arrivando fino ai parenti entro il sesto grado di parentela. Quote e ordine dei parenti beneficiari sono indicati con precisione dalla legge, quindi per evitare polemiche e lunghe diatribe.

Ma cosa succede in caso di mancanza di parenti, oltre che di un testamento valido? La legge limita la successione legittima fino ai parenti di sesto grado, per la mancanza di un rilievo affettivo oltre quel grado di parentela. Quindi è lo Stato ad acquisire i beni del defunto, senza doverli accettare o poterli rifiutare. Lo Stato peraltro non è un erede comune e non risponde dei debiti ereditari oltre il valore dei beni che riceve.
Quindi perché lo Stato erediti i beni di una persona scomparsa occorre che, in assenza di un testamento valido, la cittadinanza del defunto sia italiana e non vi siano parenti entro il sesto grado che possano accettare l’eredità. Anche nel caso in cui pur essendoci i parenti non vogliano accettare l’eredità, è lo Stato ad intervenire.
Non è una situazione rara quella di un‘eredità devoluta allo Stato per mancanza di eredi, ricordando che lo Stato non risponde dei debiti del defunto oltre il valore dei beni acquistati. Per soddisfare i creditori infatti non effettua pagamenti, ma provvede alla liquidazione dell’eredità per i loro interessi.