Aggiornamenti di rilievo per le eredità tra genitori e figli. Vediamo che cosa varia in questo delicato settore.
Ci sono delle importanti novità in tema di eredità soprattutto nel campo delle successioni e delle donazioni. Queste due operazioni non sono identiche e hanno delle differenze molto importanti che è decisivo conoscere per una pianificazione patrimoniale e fiscale corretta. La successione è la procedura con la quale si trasferisce una somma o un bene da una persona deceduta agli eredi.
La donazione invece è un atto di una persona ancora in vita con cui trasferisce un suo bene (mobile o immobile) a un’altra persona. Sono quindi due procedimento diversi con norme e regole proprie, ma la novità in arrivo li coinvolge ambedue, proprio in vista dell’eredità. Vediamo di che si tratta.
Dunque da quest’anno ci sono delle modifiche di rilievo per quanto riguarda le successioni e le donazioni. Diciamo immediatamente donazioni e successioni non si cumulano più ai fini fiscali. Ciò consentirà dei notevoli risparmi ai destinatari di patrimoni di grandi dimensioni. Ricordiamo infatti che l’imposta sulla successione e donazione applicata a genitore e figlio è del 4 per cento, con una franchigia di un milione di euro.
Per importi inferiori a questa cifra non cambia nulla con la novità, mentre è importante per somme superiori. Ad esempio, una donazione di 500mila euro non si somma più con un’eredità di 700mila euro ai fini fiscali. Ambedue le somme restano sotto la franchigia e non vengono toccate dalle imposte. In altre parole i beni donati ai figli dal de cuius quando era in vita, non si sommano all’eredità ai fini fiscali.
Le nuove regole però non hanno un’applicazione ai fini civilistici. Cioè si deve ancora tener conto delle donazioni fatte in vita agli eredi ai fini della determinazione della massa comune di patrimonio del defunto e delle quote spettanti a ogni erede. Con la novità legislativa si elimina così il cosiddetto coacervo tra somme ereditate e somme ricevute in donazione.
Non saranno più applicate né aliquote progressive sul valore complessivo, né aliquote fisse a seconda del grado di parentela tra defunto ed eredi. Si semplifica effettivamente tutta la procedura di eredità, evitando molte contestazioni da parte dei contribuenti a cui si applicava il coacervo. Si fa così chiarezza su un tema molto dibattuto in passato con molti contenziosi proprio su questa materia. anche se i benefici sono esclusivi per i patrimoni più rilevanti.
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