I nuovi autovelox sono arrivati anche a Milano: ecco in quali tratte sono stati installati e cosa sapere per evitare sanzioni.
Lo scorso 20 giugno il Ministero dei Trasporti ha approvato l’installazione di nuovi autovelox con un apposito decreto. L’obiettivo è garantire un aumento della sicurezza stradale ed evitare gli incidenti. Per riuscirci, Autostrade per l’Italia ha sviluppato un sistema avanzato che sfrutta diverse tecnologie, ora arrivato anche a Milano: scopriamo come funziona e in quali tratte è presente.

Per molti automobilisti sono un vero e proprio incubo. Gli autovelox sono i dispositivi che vengono utilizzati per il rilevamento della velocità dei veicoli su strada. Il loro funzionamento si basa su due sorgenti laser: quando l’auto passa davanti alla prima fotocellula, parte un timer che si ferma nel momento in cui il veicolo supera la seconda.
La velocità dell’auto, dunque, viene calcolata trovando la differenza di distanza tra le due sorgenti e dividendo il tutto per il tempo registrato tra una fotocellula e l’altra. Gli autovelox, tuttavia, possono anche sbagliare. Per questo motivo negli anni si sono fatte strada alternative più avanzate e precise.
Autovelox, al via l’attivazione della versione 3.0
Realizzato da Autostrade per l’Italia, il Tutor è un sistema ideato appositamente per il rilevamento automatico della velocità delle vetture, allo stesso modo dell’autovelox. Ma rispetto a quest’ultimo assicura una maggiore precisione ed equità – come confermato dalle Associazioni dei Consumatori.

A differenza dell’autovelox, che rileva la velocità istantanea di un veicolo in uno specifico punto dell’autostrada, il Tutor registra tramite una scansione laser la velocità media con cui una vettura attraversa un tratto dell’autostrada, delimitato da due portali posizionati ad una distanza variabile tra loro.
L’ultima versione del dispositivo è la 3.0, in grado di effettuare una scansione ancora più dettagliata dell’immagine dell’auto che non rispetta i limiti stradali. Anche il rilevamento della velocità media e la trasmissione dei dati sono stati perfezionati, dando vita ad una sistema innovativo che mira a ridurre gli incidenti automobilistici.
Nei mesi scorsi, ha avuto inizio la disposizione di nuovi Tutor e gli strumenti sono stati attivati gradualmente andando ad ampliare la rete Aspi. Le tratte autostradali in cui il sistema è presente, infatti, sono salite a 178 (1.800 km in totale). Anche la città di Milano è stata interessata dall’operazione.
In quali tratte si trovano i nuovi Tutor
Per cominciare, sono stati installati 7 nuovi dispositivi sulla A1 Milano-Napoli. Tra questi, 4 si trovano tra Chiusi e Monte San Savino (in entrambe le direzioni), uno tra l’area di servizio Tevere e Fabro (direzione Firenze) e uno tra Castelnuovo di Porto e Settebagni (direzione Roma). I Tutor sono stati attivati anche in 5 tratte sulla A27 Mestre-Belluno (tra lo svincolo con la Pedemontana e il bivio con la A4 Milano-Brescia).

Sulla A9 Lainate-Como-Chiasso, tra Lomazzo Nord e Saronno (in direzione Chiasso e Lainate) ci sono altre 5 tratte. Proseguendo, i dispositivi sono presenti su 4 tratte sulla A14 Bologna-Taranto, tra Pesaro e Rimini Sud (in entrambe le direzioni). Altre 5 sono sulla A11 Firenze-Pisa Nord, tra Montecatini e Prato Est (in entrambe le direzioni).
In totale, sono 26 le tratte in cui sono stati attivati i nuovi Tutor 3.0. Come fare, quindi, per evitare una sanzione? Basta rispettare i limiti del Codice della strada (in autostrada il massimo, in generale, è di 130 km/h, che con la pioggia scende a 110 km/h) e mantenere una velocità costante. Le multe, in caso di violazioni, possono essere anche salate.
Se viene superato il limite entro i 10 km/h, queste ultime vanno da 42 a 170,73 euro. Oltre i 10 km/h (ma al di sotto di 40 km/h) la multa è tra 173 e 694 euro. Con tanto di punti tolti dalla patente. A chi supera i 40 km/h (ma non i 60 km/h), spetta una sanzione da 543 a 2.170 euro, a cui si aggiunge la sospensione della patente da 1 a 3 mesi. Infine, oltre i 60 km/h la multa va dai 847 ai 3.389 euro e la patente è sospesa per un periodo che può andare dai 6 ai 12 mesi.