Lo smishing è un tipo di truffa molto frequente, ma in cosa consiste e come tutelarsi da esso? Ecco alcuni consigli
Le truffe online sono una minaccia sempre più sofisticata e diffusa, capace di colpire chiunque, indipendentemente dall’esperienza digitale.

I truffatori sfruttano psicologia, tecnologia e ingegneria sociale per ingannare le vittime, manipolandole affinché rivelino dati sensibili. Dalle e-mail di phishing che imitano banche e aziende affidabili, agli investimenti fasulli che promettono guadagni rapidi, fino ai falsi e-commerce che spariscono dopo aver incassato il denaro, il panorama delle frodi digitali è vasto e in continua evoluzione.
Con l’aumento delle transazioni online e della digitalizzazione delle informazioni personali, la sicurezza informatica è diventata una priorità imprescindibile. Tuttavia, la protezione non dipende solo dalla tecnologia, ma anche dalla consapevolezza degli utenti: saper riconoscere segnali sospetti, evitare link e allegati non verificati e utilizzare password sicure può fare la differenza tra essere vittima di una frode e navigare con tranquillità.
Le truffe online non si limitano a sottrarre denaro, ma possono anche compromettere identità e reputazione. Essere informati è la prima difesa: conoscere le tecniche più usate dai cybercriminali aiuta a sviluppare una mentalità critica e a prevenire potenziali inganni prima che sia troppo tardi.
Smishing: di cosa si tratta e come difendersi da questa truffa
Le truffe via SMS, conosciute come smishing, sono sempre più diffuse e sfruttano la fiducia degli utenti per ottenere informazioni personali e bancarie.

I truffatori utilizzano diverse strategie per indurre le vittime a fornire dati sensibili. Una delle tecniche più comuni consiste nell’invio di messaggi che contengono link a siti fraudolenti, dove viene richiesto di inserire credenziali o dati finanziari.
Altri metodi includono SMS con allegati dannosi, che installano malware una volta aperti, o richieste di rispondere direttamente con informazioni riservate. Alcuni messaggi esortano persino a chiamare un numero, dove un falso operatore raccoglie dati personali con inganno.
Lo smishing si sviluppa in tre fasi. La prima riguarda la raccolta delle informazioni della vittima, come il nome e il numero di telefono, spesso ottenuti tramite i social media. Successivamente, il truffatore invia un SMS che imita perfettamente quelli di istituti bancari o aziende fidate, convincendo la vittima a cliccare su un link per risolvere un problema urgente.
Se il link viene aperto, la vittima viene indirizzata a un sito fraudolento, dove inserisce le proprie credenziali. A questo punto, la truffa passa alla terza fase: un finto operatore bancario chiama la vittima chiedendo conferme sui codici ricevuti via SMS. Con queste informazioni, il truffatore può svuotare il conto o riconfigurarlo su un altro numero.
Se si è caduti in una truffa di smishing, è essenziale agire subito: contattare la banca per bloccare eventuali transazioni, cambiare le password di accesso e segnalare l’accaduto alle autorità competenti. La rapidità con cui si risponde ai messaggi, senza una verifica attenta, rende facile cadere nella trappola. Essere consapevoli e prudenti è il primo passo per proteggersi e prevenire danni economici e personali.